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:: Home Page »» Tutto quello che ti serve sapere per il tuo matrimonio. 04 Settembre 2010

Una cantina per regalo

 

L’ultima moda per il regalo di nozze? Un vino di pregio. Anzi, un’intera cantina. Sulla scia di quanto sta accadendo all’estero, anche nel nostro paese cresce il numero degli sposi che per il giorno più atteso ama ricevere in dono il nettare di Bacco.

Un oggetto di culto

Passato da semplice complemento del pasto a edonistico oggetto di culto, negli ultimi due lustri il vino ha attirato a sé una nutrita schiera di estimatori, appassionati e semplici curiosi: oggi vi sono etichette valutate alla stregua di opere d’arte, che con il passare del tempo, oltre a quello organolettico, riescono ad incrementare il loro valore economico. Etichette da conservare, dunque, che rappresentano un dono originale e apprezzato tanto quanto un quadro o una scultura.

I criteri della scelta

Se per alcuni “palati colti” scegliere le bottiglie da inserire nella propria cantina si rivela un’operazione tanto appagante quanto scontata, alla stragrande maggioranza delle persone può apparire un ostacolo insormontabile. Per selezionare le migliori tipologie da invecchiamento, tuttavia, è sufficiente tenere presenti due o tre indicazioni.

Il colore del nettare

La prima – non è certo un mistero – riguarda il “colore” del nettare: fra i vini secchi, infatti, quelli più vocati alla maturazione sono i rossi di grande struttura. Ciò non toglie, però, che esistano delle eccezioni alla regola. Un esempio è costituito dai vini bianchi di Borgogna: rarità transalpine da uve Chardonnay che possono giacere in cantina per venti anni o più senza accusare il minimo segno di “stanchezza”. Lo stesso discorso si può fare per i grandi Champagne millesimati (ottenuti da un’unica vendemmia, che recano in etichetta l’anno di produzione delle uve).

Nettare senza bollicine

Per quanto riguarda i vini dolci non spumanti, invece, non c’è che l’imbarazzo della scelta: la grande concentrazione di alcol, zuccheri e altre sostanze, ne fanno dei campioni di longevità. Questo vale sia per i vini dolci naturali (Passiti, Vin Santo, Picolit, Sauternes) che per quelli liquorosi come il Porto, il Marsala, lo Sherry ed il Madeira, prodotti a cui viene addizionato dell’alcol.

Gli immancabili

Fra le etichette che non devono assolutamente mancare in una cantina degna di tal nome vi sono i grandi rossi piemontesi e toscani: Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Chianti Classico Riserva e Nobile di Montepulciano. Ma anche uno dei vini italiani più apprezzati nel mondo, il veneto Amarone della Valpolicella. Fra le etichette del sud Italia, poi, la scelta cadrà sul campano Taurasi e sul Carignano del Sulcis, prodotto in Sardegna.

Dalla Francia con blasone

Per una collezione enologica completa e di valore, infine, impossibile dimenticare i blasonati rossi francesi: dagli imponenti Bordeaux agli eleganti Pinot Nero di Borgogna. Ma anche qualche grande Cabernet o Shiraz australiano. Il vino di qualità non conosce confini.







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